Sono in difficoltà

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Lo ammetto, senza mezzi termini: sono in difficoltà.

Abbiamo vinto la prima partita, in casa, ma nonostante questo sono al muro. La difficoltà sta nel programmare un allenamento consono al gruppo, come ho già detto.

Condensare in un ora a seduta di allenamento, esercizi sui fondamentali individuali, esercizi su collaborzioni offensive e difensive ed una piccola partita in cui vedere applicato quanto esercitato è una impresa ardua se non impossibile, soprattutto se il gruppo è eterogeneo e numeroso (20 persone !).

Devo cercare di tenere quasi tutti in movimento per non rischiare siano fermi, che si “freddino”, così ho provato a lavorare a metà campo: ma questo  è una chimera visto che non avendo un assistente allenatore il mio allontanarmi coincide con chiacchiericcio, anche positivo (parlano di errori ecc) ma comunque chiacchiericcio

Lavorare sui fondamentali coincide con annoiare chi, del gruppo, è molto avanti. Viceversa, insistere su schemi e collaborazioni difensive, letture di gioco nel gioco 1c1 significa perdere almeno l’80% del gruppo visto il livello.

In tutto questo devo metterci motivazioni per farli insistere a lavorare, migliorare: convochiamo, da regolamento CSI, 12 persone ma a mio parere non ho 12 giocatori che possano tenere il cmapo e così i giocatori che ho schierato fin qui (amichevoli e prima campionato) sono al massimo 10. 2 convocati che non calcano il campo, 8 a casa e tanto lavoro da fare.

Ho constatato che gli schemi di gioco (1 rimessa da lato, 1 rimessa da fondo e 3 giochi semplici contro difesa a uomo) non funzionano che alle prime sedute di allenamento, post loro introduzione: poi si prosegue per frammenti confusione anche se giochiamo, in allenamento, con un solo schema oltre le due rimesse. Perché?

Non capisco perché non ricordano i movimenti, i concetti spiegati perché commettono a ripetizione gli stessi errori più volti corretti. Ho cambiato modo di spiegare, correggere. Ho alzato la voce, “punito” ma ho avuto effetti non duraturi.

Spiego ogni esercizio con calma, lo dimostro, ne spiego bene gli obiettivi, l’utilità.
Spiego OGNI movimento di uno schema di gioco dando una motivazione rispetto alla spaziatura, al fondamentale utilizzato ma ottengo facce eccitate ed attente che via via vanno perdendosi e ritrovandosi alternando quindi settimane buone ad altre meno buone.

Ho addirittura disegnato gli schemi su un documento pdf che ho pubblicato su internet così che possano leggere, rivedere quando vogliono. Ho usato un modo “giovane”, veloce di comunicare, di rendere colorato e fruibile un concetto di gioco a suo modo strutturato, ho usato strumenti quanto mai vicino ai miei giovani compagni di avventura: facebook.

Mi metto al centro delle responsabilità, ovvio. Ma da parte loro vedo superficialità: col bastone lavorano bene, segno che il “cosa” predico è realizzabile, fattibile, ricordabile e, se permettete, nel mio piccolo, anche efficace.

  •  Devo trovare il modo di condensare tutto: fondamentali, gioco organizzato.
  • Devo capire perché rendono a ripetere gli stessi errori ed a non capire, leggere le situazioni già viste
  • Devo arrivare a giocare in allenamento con vordine, disciplina di gioco
  • …e soprattutto, voglio vincere ancora

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