Quesiti esistenziali: la droga negli anni 80…ma perché ?!?!?

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Imprecisate amiche di mia madre la convinsero che alcuni spacciatori erano soliti mettere droga negli angoli delle pagine dei libri, giornali, riviste.

Anni 80, il tam tam non era per e-mail o facebook ma al mercato oppure in pausa pranzo al lavoro, cambiandosi alla mattina , parlando fra colleghe, commesse della Standa.

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Appena 40 minuti

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...ancora 40 minuti, appena 40 minuti…

Ognuno con la sua piccola motivazione personale da aggiungere e la sua grande voglia di vincere: metro dopo metro, punto dopo punto.
Quando sommeremo tutto, e tutti insieme, avremo la misura di quanto  “La vogliamo”…

Coraggio allora, marciamo per arrivare a quello che ci spetta.

Nessuno arretri

Per aspera ad astra

 

Massimo

Sbadigliare

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yawn secretary

 

Sbadiglia al telefono, si rifugia nel letto e racconta di lavoro.

Un mozzicone di parola interrotto dalla fame d’aria di uno sbadiglio,
una frase spezzata e poi ripresa, l’idea fissa delle sue labbra che modellano l’aria, aspirandola.
Immaginarla, brutta dai pensieri spettinati, stanca dal giorno e dalla notte già iniziata, torturata dalle parole che vomito a ripetizione.

L’ odore della sua bocca, pensare di  zittirla con un bacio, col sapore di una sorpresa: Loretta.

Sbadigliare per attenzione, per la necessità d’aria, come fosse benzina per fare andare il motore del corpo, imparando, ascoltando.
…Ad un convegno, a lezione, in riunione. Continua a leggere….

Il pesce spada insonorizzato

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…E’ già (!?!?!) mattina in una Roma riscaldata da un sole che pare estivo..

Mi rigiro nel letto pensando ai biscotti della Manu, cioccolato e corn flakes.

Credo proprio che sia successo qualcosa, perché Marco non ha chiamato per svegliarmi. Su, coraggio, devo andare al lavoro, passare all’assicurazione, prima (la vespaaaaaaaa).

Un barlume di normalità mi sorprende mentre ciondolo e con uno sforzo di coraggio ed uno sguardo acuto ricordo….

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Pioggia

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Mi piace il rumore della pioggia ,

quando fuori c’è silenzio e stai chiuso dentro ad aspettare l’onda perfetta per poter fare, l’onda che già sai non arriverà mai visto che sono ore che lasci trascorrere il tempo gustandoti la scena.

Mi piace chiudere la finestra e sentire addosso quel tepore ristabilito dopo l’aggressione di un nuovo  temporale.

La pioggia così violenta mi ricorda le camminate nella foresta in Thailandia, l’odore delle piante inumidite, i lamenti degli animali, di notte, così simili a noi, rifugiati in un “dove”  imprecisato, ammassati da stanchezza e freddo, ognuno da solo con i suoi pensieri, a volte perfino felici e svagati proprio perché al riparo da problemi veri: essere bagnati era poi così grave ? Continua a leggere….

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