Trova quel che ami e lasciati uccidere

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bukowski

Ho da fare.

Mi vengono in mente le cose migliori da scrivere quando sono già nel letto con i muscoli dorsali così inflacciditi dal sonno da non riuscire ad issarmi su per  prendere il telefono, un microscopico scontrino di carta ed appuntarci su qualche parola che possa poi, al mattino successivo, ricordarmi che diavolo mai, la sera prima, avevo detto fosse davvero una buona idea.

Così ora sono alla versione 2 delle liste con cose da fare puntualmente mai realizzate: ora penso di appuntarle e stop.

In attesa che soprannaturali forze riescano a scuotermi (tipo Gianvincenzo che è tornato da Londra dopo un mese)… vi lascio letture d’assaggio, pezzi vecchi, seri e molto meno.

Prometto: se trovo tempo, vivo.

LETTURE D’ASSAGGIO

Massimo

Senza titolo

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sad

La chiamò durante il pomeriggio.

Lei l’accolse con una voce lenta e bassa che seppe comunque coccolarlo. Lui stava male senza saperne spiegare i motivi ne le sensazioni. Fosse stato un malanno qualsiasi medico avrebbe stentato la diagnosi per il silenzio di sintomi al tocco, al colloquio. Anamnesi sentimentali impossibili per la comune medicina. Empatia: ma dove e quando? come la merce più rara od il farmaco più sperimentale. Continua a leggere….

Chi è l’ultimo ?

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Il rumore della macchina del pane sporca il silenzio della piccola cucina di casa mia.

L’impasto ancora morbido si contorce e lo guardo dall’oblò della piccola macchina. Penso già all’odore che avrà quando sarà cotto. Sto ancora bene, sono ancora all’inizio di quello che scoprirò una fortissima influenza capace di ricordarmi i giorni a casa, da scuola, tanti anni fa; il potere di ricordarmi il mio rarissimo  mal di testa , le giornate spese al letto con i programmi tv che ciclicamente invadono i palinsesti.

Sto bene ma sono a casa, febbre ma solo un po. Un bellissimo momento di trascurabile felicità mi acceca : la punta lucidata delle mie scarpe dopo l’operazione di spazzolatura, la scelta della crema più giusta. Fare cose, mettere in ordine, mi fa sentire organizzato e mi fa sentire di non aver sprecato tempo oggi.

Sotto casa passa un arrotino ma è diverso da quello storico e così l’orgasmico disco che ogni arrotino ha è recitato male, in una lingua mista rumeno italiano.
Odio che abbiano distrutto il mito del disco dell’arrotino e mi rimetto a pensare a quelle mitiche parole: perché ogni arrotino della penisola ha quel disco? dove si compra il kit per diventare arrotini? consegnano anche il disco relativo?
La strada è un teatro silenzioso e perfetto: da dietro le piccole serrande mi gusto l’incedere lento e sgangherato del piccolo furgone. Godo nel vedere che nessuno lo chiama, che nessuno chiede di affilare coltelli: devi fallire, impostore arrotino !

Devo andare dal medico, ovviamente troverò fila , una lunghissima coda fatta di annoiatissimi anziani che ogni giorno come fossero figuranti vanno lì a fare la fila.

Per definizione, c’è la fila, ma devo andarci per il certificato.
Quindi riassumendo: non sono uscito per andare al lavoro perché stavo male e mi ritrovo a dover uscire per mettermi in coda in un ambiente chiuso, come un ufficio..stancandoti ed innervosendoti, perché sono dolente, febbricitante e perché gli anziani gridano per ogni comunicazione che si risolve poi con la stampa di una ricetta medica: sempre la stessa da mesi, anni.
Ma loro sono lì ed io sono in coda, dietro di loro.
E mi guarderanno cattivi, perché sono giovane, come è possibile “tu” stia male, che non possa aspettare ?

Così avrò finalmente il numero del certificato e dovrò scrivere una email all’ufficio del personale nonostante il medico abbia appena mandato il certificato allo stesso ufficio del personale…Si, è contorto, ma è reale e devo farlo ! Continua a leggere….

Kind of blue

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Piove,
nel buio, per scelta, della mia casa ho trovato il coraggio di alzarmi , almeno oggi, e di farlo davvero.
Ho trascinato i passi per via dei piedi infreddoliti dal pavimento: tutti già lavorano e la via s’è svuotata; finalmente ho deciso di rifilarmi la barba.
L’ho deciso mentre nel silenzio della via spiccava la pioggia che batteva sulle ringhiere là sotto.

Qualche giorno fa ho ascoltato una grandissima verità in una intervista ad Antonio Rezza: più il corpo se ne va, più si dorme meglio.

E’ vero, è una grande verità, ma vale solo per la stanchezza, per quel rifiato di muscoli ed ossa della sera quando, stendendosi, pare che il corpo nel letto possa trovare una nuova forma, quando sembra che le ossa si muovano quel poco che serve a rimetterle a posto, in quell’esatta posizione in cui i muscoli non sono tirati e rimangono burrosi, pronti ad un uso da rimandare.

Continua a leggere….

Viaggi nel tempo

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Sarò breve, complici le festività, impegni vari, raffreddori e pezzi seri che non ho ancora terminato di scrivere.

Si, è possibile viaggiare nel tempo.

Seguite le istruzioni.

Basta avere un computer, uno smartphone (per le bionde: il telefono che avete in mano al 90% lo è) ed utilizzare Google Maps.

Si, avete letto bene.

Siamo su via Flaminia, Roma (MAPPA) e…reggetevi forte !!

La mappa è impostata per andare in direzione “fuori Roma”.. girate la mappa ed attraversate la strada…magicamente diverrà notte e sarete indietro nel tempo: notare l’auto d’epoca che testimonia il viaggio avvenuto !

Non abbiate timore: tornate ai giorni nostri per non perdervi la nuova candidatura di Berlusconi riattraversando la strada.

Via Flaminia è una porta spazio temporale.

 

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