Giu 08
MassimoRacconti l'ultimo metro', massimo sodlini, Metro', racconti metropolitani, roma, sabato pomeriggio
Sono le 4.30, il parcheggio è vuoto ed una sigaretta, fumata a bocca asciutta, mi penzola dalle labbra.
Birra e gelato. Poi birra. I panini salsiccia e peroni, i gelati ad 1 euro per attrarre persone che poi non li comprano davvero, un basket proletario semplice e disperato.
La palestra piena di gente, il vociare di chi è là fuori, i gridolini di chi non ha mai visto nemmeno un canestro, figuriamoci tutte queste partite in una sola notte.
Chi non ci sta a perdere, qualche gomitata, i non arbitri, le partite vere che mi mancano e che appena parte la musica del riscaldamento mi fanno sentire bene.
Poi gli uccelli già svegli sugli alberi della mia via, rientrando a casa, un ricordo tagliente, la faccia impassibile da pesce, riflessa nello retrovisore centrale. Gian dorme, almeno a quest’ora. e mi sento più svuotato che stanco perché non posso chiamarlo per citare chissà che film. Continua a leggere….
Mar 31
MassimoLoretta, Racconti cani innamorati, elgami, guinzaglio, innamorarsi, l'ultimo metro', loretta, massimo soldini, storie d'amore, un bacio
Non gli sembrava possibile vederla sfilare davanti a se, lenta e bella come forse non riusciva a ricordarla da un po’.
Lei sentiva il collo strozzare, si era sentita tirare via senza un vero motivo ed in dovere di accelerare il passo, anche se poi la magia del momento aveva fatto si che un attimo dopo fosse più libera, proprio mentre gli era difronte, così lenta da riuscire ad incrociare i suoi occhi, a fissare le sue labbra.
Un bacio veloce, sfruttando la situazione, un sapore che ricordavano perfetto e semplice, una scossa, un brivido feroce.
Uno, solo uno, ma tanto bastò ad innamorarlo ancora, a drogarlo e renderlo instabile, subito dopo, vedendola allontanarsi piano senza che lei potesse avere l’occasione di tornare indietro e fermarsi, dire che no, era soltanto uno scherzo, che non sarebbe andata via di nuovo.
Ma lei non seppe voltarsi e lo lasciò insicuro e pestare i piedi sul posto, senza sapere far nulla, senza prendere una decisione. Si annusò e leccò le labbra nella speranza di sentirsi ancora sfibrato da quel bene assoluto.
Poi proprio quando tutto sembrava andato e nessuna occasione rimasta lei si era voltata a guardarlo. Gli aveva fatto capire capire con un solo sguardo quello lui andava cercando, la conferma che anche lei avrebbe voluto e che era solo la situazione a non permetterlo.
Lui aveva allora sentito spezzarsi dentro qualcosa, sentito come ingestibile la voglia di lei, dei pomeriggi insieme, a passeggiare, delle notti a consumarsi dal bene, ad urlare felici in strada mentre la gente dormiva insoddisfatta.
Se avesse avuto parole le avrebbe urlato dietro, per convincerla, nel dubbio non avesse voluto, nel dubbio non fosse vittima della situazione ma che in qualche modo avesse scelto di andare via. “Vieni qui, ripara il mio cuore, ricuci la mia ferita, la tua stessa, di tanti fa. Torna da me, un bacio ancora, per cominciare, per costruire e poi andare“.
Il guinzaglio la guidava severo più distante da lui.
Due cani, illuminati dalle luci di un negozio di quartiere, dall’intermittenza di una sigaretta nervosa che fumavo immaginando la loro storia, così simile a quella di poco prima, vista là nei corridoi appena fuori dalle banchine del metrò: due compagni di vita, qualche anno sulle spalle, un’emozione purissima di qualche bacio svagato, camminando sferzati dalla corrente che andava infilandosi in galleria, spettinando pensieri, sollevando la serata.
Massimo
Feb 18
MassimoDeliri notturni accenti, are ere ire, blu oltremare, caleidoscopio, elisione, l'ultimo metro', massimo soldini, ninazilli, perché, pervinca, touché, troncamento, truffaut
E poi prendi l’ultimo metrò, lagnandoti di non essere solo e del rumore delle risate di 4 ragazze feliciNonSoPerché.
L’adduttore del giocatore adduce troppo oppure poco, fatto sta che fa male e…il ghiaccio no, il massaggio no, ATTENTO!
Allora timeOut, timeOut, e t’organizzi in sghimbesci simboli e linee che vanno intrecciandosi rendendo oblunghe, dal dubbio, le facce dei tuoi giocatori. Un pensiero complicato estrinsecato in una sorta i progetto, più un intento và.. Un po come al lavoro : “mi faccia un progetto“, “Si ma…un software che faccia cosa?”, “lei faccia delle ipotesi”. Continua a leggere….
Ott 30
MassimoRacconti autobus di notte, explicit, l'ultimo metro', massimo soldini, Metro', piazza vuota
Quando spense la luce della lampada sulla scrivania rimase un po’ al buio, in piedi accanto alla sedia vuota.
Una nuvola di fumo saporito gli cerchiò la testa mentre guardava fuori dalla finestra , mentre la luce itterica del lampione sull’altra sponda della strada addormentata vigilava su niente e su nessuno.
Sentì la sensazione di aver messo un punto al suo lavoro, di aver terminato finalmente qualcosa e che andare a casa, anche se svuotato come si sentiva da giorni, sarebbe stato meno doloroso ed in qualche modo meno impegnativo. Continua a leggere….
Mag 31
MassimoRacconti disordini del movimento, l'ultimo metro', massimo soldini, racconti metropolitani, tic
In metro, seduto difronte ad una signora con un meraviglioso tic : allunga il viso come per estremo stupore, poi diventa seria, scrolla le spalle come per un brivido di freddo lungo la schiena e sorride.
Starei ore a guardarla, torturandomi la barba, offrendole simile materiale per essere curiosa.
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