Gen 08
MassimoLoretta abbracci, atac, autobus di roma, campo lungo, i conti con il tempo, inquadratura, loretta, meccanica degli abbracci, tempo che passa

Nelle mie lettere a sorpresa hai perso tante volte i minuti rubati al lavoro o quei minuti prima del sonno, sforzandoti di seguire il filo di quel discorso che pareva complicato.
Adesso abbiamo giorni veloci e confusi da digerire.
Abbiamo da fare i conti con il tempo mentre Roma pare annebbiata, forse per colpa dello smog del traffico oppure di una specie di umidità, indizio di un inverno aspettato che non arriva mai davvero . Tutto questo mi fa pensare ad una canzone interrotta da un’orribile e stonata pubblicità trasmessa alla radio. Continua a leggere….
Dic 04
MassimoLoretta, Racconti amore in silenzio, autofocus, fare l'amore in silenzio, foto in bianco e nero, istruzioni per abbracciarsi, loretta, marion cotillard, massimo soldini, mettere a fuoco, ritratti, sfocature

Corti spiacevoli ed inopportuni baci. Saperle dare solo quelli e riconoscere sempre un particolare delle increspature delle sue labbra sul quale ficcare lo sguardo, così fisso da ritrovarmi ad occhi bassi davanti a lei.
Lei sentiva spesso la sensazione che sa lasciare l’immagine di un bar quando è vuoto, quel fermo immagine di sgabelli riversi sul bancone come fossero troppo ubriachi.
Sfocato, più distante, un dinoccolato e vecchiotto barista che barcolla spazzando il pavimento: ballando un ‘improbabile valzer con le sue scarpe troppo piene di piedi per via dell’orario di chiusura.
C’è un’immagine di Loretta che guardo spesso. Un primissimo piano che sembra averle catturato l’anima; così perfettamente riassunta in un’espressione che seppure non parla sa dire tutto a chi la conosce. Quell’anima è riassunta in uno scatto casuale, uscendo dal ristorante. La guardo negli occhi e la rivedo perfetta ed animata nelle due dimensioni del ritratto che tengo in mano. Sfocature che da un secondo al successivo ho paura prendano vita e che riescano a farmi ancora abbassare lo sguardo puntando la vista sulle fessure delle sue labbra. Continua a leggere….
Ott 30
MassimoRacconti autobus di notte, explicit, l'ultimo metro', massimo soldini, Metro', piazza vuota

Quando spense la luce della lampada sulla scrivania rimase un po’ al buio, in piedi accanto alla sedia vuota.
Una nuvola di fumo saporito gli cerchiò la testa mentre guardava fuori dalla finestra , mentre la luce itterica del lampione sull’altra sponda della strada addormentata vigilava su niente e su nessuno.
Sentì la sensazione di aver messo un punto al suo lavoro, di aver terminato finalmente qualcosa e che andare a casa, anche se svuotato come si sentiva da giorni, sarebbe stato meno doloroso ed in qualche modo meno impegnativo. Continua a leggere….
Ott 11
MassimoViaggio, Viaggio in India alberto moravia, cochin, cristoforo colombo, elsa morante, emilio salgari, ferdinando agostino, gianvincenzo morabito, kerala, l'odore dell'india, leonardo archini, Mahatma Gandhi, marco polo, massimo soldini, pierpaolo pasolini, salgari, scoperta america, un'idea dell'india, vasco da gama

Era il 1937 e Moravia, Alberto Moravia, diretto in Cina, fece sosta in India.
Il racconto di quei giorni finì su un reportage di viaggio (Gazzetta del Popolo del 28/02/1937) . Moravia fu colpito dall’odore dell’India tanto che fu quello il primo tema, l’attacco del suo scritto: “Stupore della prima folata d’aria molle e fetida…”
E’ curioso come lo stesso odore sarà, anni dopo, la componente predominante dello stupore di Pasolini quando, nel 1961 andò in India con Moravia.
Da quel viaggio, al quale si unì Elsa Morante, al tempo moglie di Moravia , nacquero 3 libri, si dice, anche se solo 2 sono quelli pubblicati e conosciuti.
Un’idea dell’India e L’odore dell’India.
Il primo di Moravia, il secondo, curiosamente proprio per quanto detto sopra, di Pasolini. Continua a leggere….
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