Chiusure estive

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chiuso per ferie.

Roma, chiusure estive, fame incontrollata…

(Foto Simone Colonna)

Top 5: I lavori di maggiore responsabilità !

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Hard-Work

 

  1. L’autista dello scuolabus, perché ha in mano il vero futuro della nazione.
  2. Il tecnico dei distributori automatici da ufficio, a pari merito con chi si occupa di rifornire i prodotti: da loro dipendono la nostra felicità, la nostra consolazione, l’esito di importanti riunioni, le chiacchiere irresponsabili, pettegole, le confidenze, gli abbracci e tutta la vita vera nei momenti del caffè lì, in piedi davanti al totem delle nostre vite: la “macchinetta”.
  3. Il gelataio: da premiare l’armonia con cui plasma, sinuoso, i gusti sopra il cono, per il sapere evitare che un colore invada l’ altro, per saper capire che l’ordine con cui hai dettato i gusti è religione e come tale deve essere rispettato. Da premiare per sapere l’esatta quantità di gelato da mettere, perché un poco in più ed un poco in meno sarebbe terribile.
  4. Il barbiere: deve fare le righe perfette ad una barba attaccata al visto di fissati per la pogonotomia, tipo me.
  5. Mia madre.

 

 

La felicità Domestica

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felicita domestica

 

La felicità Domestica, Lev Tolstoj: un grande e bellissimo classico che alcuni pseudo critici definirebbero “incredibilmente ancora molto attuale”.Lo è, infatti ma non incredibilmente.

Da leggere… ed infatti nelle mie ronde da Feltrinelli mentre ero lì che allineavo libri senza motivo, l’ho anche comprato anche se poi lo avevo letto anni fa ma si sa: le grandi menti hanno scarsa memoria (e sono modeste per natura).
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Malinconia ?

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Sullo sfondo un’immagine che pare sfocata, ma in realtà è per quel dolore tenue ma costante, uniforme, come un livido piccolo ma profondo, di quelli che poi vado sempre toccando per ricordarmi che ci sono.

Provo a guardare altrove, lontano, per cercare qualcosa e sollevare un’ emozione.
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I numeri del viaggio

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calcolatrice olivetti

Qui fuori l’estate è già finita o forse davvero non è mai cominciata.
Un vento sconclusionato suona un rumore di pioggia sulla vecchia palma che ricordo in vaso, comprata con mio padre tornando a Roma, una domenica sera, mentre questa casa era ancora in costruzione.

Le strade sono vuote come le mi borse che stanno riposando giù in cantina e va ammesso l’assalto della malinconia. Continua a leggere….

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