Sognare

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Sentì il suo petto spalancarsi,protendersi, sentì il suo sterno aprirsi alla vita, come per una fame di vivere, come per poter divorare l’avvenire.
Un crocchiare di ossa improvviso, le pupille quasi inorridite, un accenno di sobbalzo in alto, dal letto, per gridare di voler vivere ancora, per abbrancare di più, per inglobare più vita.

Una fame improvvisa di aria, come risalendo da un’apnea; un respiro profondo che sembrava avere un sapore tutto suo.
Una martellata decisa, assestata sul cuneo piantato al centro del suo sterno con l’intento di farlo cedere ed aprirsi.
Solo così il medico avrebbe potuto lavorare a mano libera per salvarlo.
Quello che lui riusciva a sentire era l’effetto edulcorato, soffuso dall’anestesia iniettata in fretta e furia, un sogno sfocato mescolato alla speranza di rimanere, di vivere ancora.
Poco spazio ai pensieri e molto alle sensazioni.

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Pausa

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Un attimo di pausa: ho da fare, dire, pensare, sistemare.

E poi…

  • Moccia è diventanto sindaco
  • Nicolas Sarkozy non è più il presidente francese: Carla Bruni quindi non è più la premier dame e si teme lo lascerà e che tornerà a cantare.. Continua a leggere….

Al bar

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C’è chi beve e si vanta della propria ubriachezza
c’è chi si ubriaca e si vergogna dei propri sentimenti Continua a leggere….

Oltre un temporale

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Lettura consigliata in abbinamento all’ascolto di
http://www.youtube.com/embed/bkxaCrA8c2Y

 

Claudio guida sul G.R.A., alle sue spalle una bandiera di calcio, sul fondo della cabina del suo camion, davanti un quintale di km da percorrere ed una storia come tantissime altre, soffuse dalle luci di una sera di venerdì, Roma, ma anche Milano, così come fosse anche Brindisi oppure Pisticci, di cui poi non ricordo davvero la provincia. Storie annodate, partendo dal macro per arrivare al micro.

Sua moglie dorme già , avvolta in un letto grande, da sola, ogni notte, mentre lui invia mozziconi di messaggi da una piazzola di asfalto, su e giù per la penisola. L’amore non funziona più davvero ma nessuno dei due ha il coraggio di provare a risolvere, parlare o  capire.
Sopravvivere, ai margini di una giornata di lavoro, con una persona che ami davvero anche se il vocabolario interrogato spiegherebbe tutt’altro. Trincerati nella propria vita, senza la forza di vivere sul serio, di cavalcare una passione vera, pur non essendo tristi ne in lite, pur non avendo interesse per altre persone.
Due famiglie da cui andare a pranzo nelle domeniche di sole, quando lui è ancora stordito dai chilometri del rientro e lei accenna del fard davanti allo bagno che vorrebbe sempre cambiare.

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Ascoltarvi

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Forse ho la capacità di ascoltare le persone senza nemmeno rendermene conto.

Il fatto è che ogni giorno, praticamente ogni giorno, mi ritrovo a guardarle davvero da vicino, così vicino come nessuno le osserva davvero.
Mugugni, facce  senza filtro, sbadigli, storie appena accennate eppure così dense, concentrate nei pochi istanti di un colloquio più che altro fatto di sguardi.

Mi piacerebbe parlare, ma ascoltare la gente, il più delle volte sconosciuta, è una miniera di informazioni e storie, a volte piccanti, a volte amare da lasciare a bocca aperta per fuggirne il sapore.
Li vedo piangere, ridere, sbuffare, li ascolto gridare, li vedo impacciati, se non soli.
A volte ci mettono un po’ a tirare fuori la loro realtà interiore, a confessarsi e mostrarsi senza la maschera, il cerone da clown che ogni giorno rende tutto digeribile e gradevole agli occhi di colleghi, parenti ed amici. Continua a leggere….

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