Dic 23
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Zelda Sayre
[Clinica Prangins, Nyon, Svizzera,autunno 1930]
Goofy, mio caro, non è stato forse un giorno incantevole?
Mi sono svegliata stamattina e il sole era sul mio tavolo come un pacchetto con un regalo di compleanno, così l’ho aperto e tantissime cose felici si sono messe a sfarfallare nell’aria: l’amore per Doo-do e il ricordo del tocco fresco della nostra pelle a contatto in altre mattine come una maestra di scuola. E tu mi hai telefonato e mi hai detto che ho scritto qualcosa che ti ha fatto piacere, tanto che non credo di essere mai stata così colma di felicità.
La luna scivola tra le montagne come una monetina perduta e i campi sono neri e pungenti e ti voglio qui vicino per poterti toccare nell’immobilità dell’autunno quasi come l’ultima eco dell’estate. L’orizzonte è disteso lungo la strada per Losanna e i campi succulenti come una ghigliottina e la luna sanguina sull’acqua e tu non sei così lontano perché io non possa sentire il profumo dei tuoi capelli nella secca brezza.
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Gen 05
MassimoMusica, libri, foto, film billie holiday, Birdland, charles mingus, charlesmingus, chrles mingus, goodbye porkpie hat, jazz, lester young, mingus ah um, oscar peterson, oscar peterson trio, pork pie hatbirdland

Sassofonista, o meglio tenorsassofonista, il migliore secondo Billie Holiday che lo chiamava prez, presidente per riconoscergli appunto una levatura, uno status di maggiore rispetto al resto del mondo.
Un jazz sereno e pacifico, dall’inizio degli anni 30 fino alla morte, prematura, “in stile jazz” come molti altri geniali musicisti del genere.
Con l’andare del tempo, con la fama crescente, qualche contratto accettato e qualche altro rifiutato per orgoglio, come nel 1934 quando Fletcher Henderson cercò di assumerlo contro il parere della propria orchestra, Young si autodeterminò come originale e forse inarrivabile.
Vestiva in modo stravagante, con un cappello particolare ed un lunghissimo cappotto, si dice andasse in giro raccontando di avere poteri sovrannaturali, usava spesso una posa particolare suonando, tenendo il sax in diagonale, quasi orizzontale.
Proprio quel cappello diede il via all’utilizzo di un ulteriore soprannome, porkpie hat appunto per via del modello del cappello che ricorda la forma di una torta di salata, tipica del mondo anglosassone.
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Mag 18
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Franco Battiato negli anni Novanta
(archivio storico/LaPresse)
Oggi è scomparso Francesco, Franco Battiato.
Si dovrebbe tacere, per rispetto, ed invece sui social impazzano messaggi di saluto, attestati di una stima d’occasione con il risultato che chi come me ha amato l’artista soffra ora di un odio violentissimo che divora da dentro.
Così sono al pc, invaso di cose da fare, beghe di lavoro e mi sento più svuotato e povero, atterrito come non so spiegare, smarrito come ancora una volta non so scrivere e mi assale l’ansia per tutte le parole che in questi mesi non ho saputo catalizzare qui, scrivendo.
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Mag 18
MassimoMusica, libri, foto, film bill evans, bill evans trio, Ellaine Schultz, Frank Ottley, Jaco Pastorius, jazz, kind of blue, massimo soldini, miles davis, My foolish heart, peffforza, scott lafaro, Sunday at the Village Vanguard, Village Vanguard, Waltz for Debby

Dopo l’estremo ed eterno successo dell’incisione di Kind Of blue (1959), Bill Evans costituisce uno di quelli che diverrà fra i trio maggiormente noti in ambito Jazz, il Bill Evans Trio, appunto.
Lui al piano, Paul Motion alla batteria, Scott Lafaro al contrabbasso, il resto, semplicemente è davvero storia che andrebbe studiata a scuola. Non si potrebbe davvero ascoltare musica, inquadrarla in un contesto, in una nazione e quindi studiarne la storia, la geografia? No, invece rimaniamo ancorati a programmi e metodi che non sono tradizionali, sono superati.
Così la macchina del tempo corre al 1961, al 25 Giugno per la precisione, al pomeriggio di quel giorno, alla serata che incombe subito dopo. I fortunati avventori del Village Vanguard di New York gustarono uno storico concerto, una delle più grandi dimostrazioni di bravura di Scott Lafaro, bassista riuscito a portare lo strumento del “basso” ed il suo suono, fuori dal concetto di “mantenere il tempo”, fuori dagli schemi più classici. Da quella serata del 25 giugno, senza nemmeno troppi take, furono registrati ben due album: Waltz for Debby e, appunto, Sunday at the Village Vanguard.
Almeno 10 anni prima del talentuoso e forse, non capiremo mai perché, più famoso Jaco Pastorius (più vicino ai giorni nostri col suo basso elettrico, appartenente ad altro stile di Jazz), il contrabbasso aveva un viso, quello di Scott Lafaro.
Quello del 1961 per Lafaro fu un anno magnifico e denso di concerti: ad appena 25 anni calcava palchi importanti e non solo accompagnava mostri sacri come Bill Evans: sapeva condividerci la scena, guadagnarsi minuti in assoli prima poco sentiti per quello strumento. Continua a leggere….
Apr 06
MassimoMusica, libri, foto, film donald fagen, jazz-pop, kamakiriad, massimo soldini, morph the cat, musics, nightfly, steely dan

Sono le 4 e 10 di una notte non ben precisata.
Un’altra sigaretta penzola fra le dita di un calmissimo dj. Bianco e nero eppure tanti colori.
Un piatto a girare, un disco che incanta, una strada che immagino scorrete silenziosa sotto le ruote grasse di un’auto americana che sfreccia sotto lo skyline di una città americana. E’ quasi la fine di una notte solitaria spesa in un locale, a bare da solo, e chi guida è alticcio ma presente: segue la musica ma pure i suoi pensieri, fra proclami a se stesso, promette rivincite, cambiamenti che finiranno liquidi nella ceramica del bagno quando l’alcol sarà sceso più giù ed avrà liberato un po la mente. Sulla fonte cambiano le luci dei lampioni: accelera ma non riesce a scappare da quello che pensa. La voce lenta e graffiata del dj lo accompagna passando da una canzone all’altra, correlate appunto come fossero conseguenze, come fossero pensieri.
Un disco che non può mancare, una pietra miliare, un’incisione storica perché la prima interamente digitale per un album pop, un’incisione così accurata da essere ancora oggi usata per provare gli impianti HI-FI. Continua a leggere….
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